Anatomia del Tutto

 

E la vecchia disse:

Figlio mio quando nascesti ho desiderato che l’Acqua benedetta che bagnò la tua fronte arrivasse fin nel tuo Cuore. Ho desiderato che quell’Acqua fosse nutrimento per il tuo Spirito dal primo all’ultimo giorno della tua Vita.

Figlio mio, custodiamo in noi l’Albero della Vita, lungo la schiena è segnato il destino.

Le vertebre cingono in un abbraccio la linfa vitale che nutre.

Lì in quello spazio tra le vertebre troverai le radici che ti connettono al Cielo, troverai le radici che ti connettono con le madri.

Lì origina la Porta, Via che il corpo percorre.

Di madre in madre, di sangue in sangue il tuo destino si dispiega. 

Vuota il pieno, accogli a mani aperte ciò che è pianto, ciò che è gioia.

Un filo di seta ci unisce e si dipana lungo la schiena. Connette le madri che ci hanno dato Vita, le madri dal grembo gravido della nostra e della loro Vita.

Madri che vuotate del seme restano terreno fertile per cicatrizzare le lacerazioni che vedi nelle rughe del mio viso. Madri di figli e figlie.

Figlio mio sento il tuo Cuore riempirsi e vuotarsi di tutto ciò che veste l’Anima.

La paura come Acqua ti entra nel Cuore, arriva fin nei Polmoni e ti toglie il Respiro.

Lo senti quel sapore metallico sulla lingua? È la paura di non aver fatto abbastanza, è di aver deluso lo Spirito che nutre il Cuore.

Figlio mio ciò che il Cuore in sé accoglie per poi dividere è l’essenza della nostra Vita.

Siamo specchio del Creato, ripercorriamo in noi, in ogni singolo nostro Respiro il Sacrificio compassionevole, la Passione Amorevole di chi ha Amato.

È nella sede dell’Anima, nella sua non casuale frammentazione, che si rende Uno il molteplice.

Ciò che entra nella Porta, esce nella Cava.

L’essenza, fatta materia, ci attraversa, percorre e scorre in noi.

La vanità e l'orgoglio non sono figlie dell'Amore, il Vuoto nelle loro mani è sterile.

Figlio mio, ogni Respiro è chiave per accedere alla Porta e connettersi al Tutto di portale in portale.

Guarda le mie mani, guarda le mie dita, ora che non hanno più forza per tessere, si uniscono in preghiera sul Cuore che stanco si riposa. Resta sul palato quell’amaro senso di incompiuto.

Sii ciò che unisce e in te si compirà il destino.

L’alto col basso, la sinistra con la destra, il dentro e il fuori.

La Vecchia spirò, gli Spiriti tornarono a Dio e il Figlio sentì nel ventre la potente presenza delle madri che lo avevano generato.

 

 

E' ancora tiempo

'O sient'.

E coccheduno te vò bbene e basta.
E coccheccosa nun more ma resta.

E' ancora tiempo,
Dint' 'o core.
E' ancora tiempo,
Amaro e doce, 'o sient'.
E' ancora tiempo,
Russ' 'e sera.
E' ancora tiempo.

Enzo Avitabile - È ancora tiempo

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